Versione stampabile

Elmar SCHAFROTH

FRAME: Fraseologia multilingue elettronica: i fondamenti teorici

Elmar Schafroth
Romanistik IV
Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf
schafroth@phil.hhu.de

Riassunto

Nonostante il gran numero di saggi (linguistici) sulla fraseologia in generale, la ricerca sulla fraseologia comparata che prenda in considerazione più lingue contemporaneamente è rappresentata in maniera ancora ridotta. È vero che disponiamo di studi riferiti a più lingue, questi sono però prevalentemente concentrati sul nesso tra fraseologia e cultura (cfr. DOBROVOL’SKIJ/PIIRAINEN 2005, PIIRAINEN 2012). Esistono anche studi fraseologici comparati tra due lingue (cfr. GRANGER/ MEUNIER ed. 2008), ma un’opera che miri a descrivere sistematicamente i fraseologismi in diverse lingue secondo una metodologia ragionata non esisteva ancora. Non abbiamo quindi a disposizione saggi di rilievo, nell’ambito della linguistica, che approfondiscano il confronto di unità fraseologiche sul/a livello multilingue (cfr. COLSON 2008)
I fondatori del progetto di ricerca FRAME (FRAseologia Multilingue Elettronica), Paola Cotta Ramusino, Fabio Mollica e Elmar Schafroth, nel 2014, hanno accettato una tale sfida (cfr. BENIGNI/COTTA RAMUSINO/MOLLICA/SCHAFROTH 2015). Il nostro approccio si basa su descrittori linguistici concettuali, pragmatici e variazionali, come i campi semantici, gli atti linguistici, il tipo di restrizione linguistica (grado di formalità, connotazione), il canale di trasmissione, la relazione tra gli interlocutori ed altri aspetti. Il primo passo della descrizione, che parte dall’appartenenza a un determinato campo semantico (secondo la classificazione concettuale di BÁRDOSI/ETTINGER/STÖLTING 32003) e a un tipo di fraseologismo (ad esempio, un’espressione idiomatica verbale), è di natura onomasiologica. Il secondo passo è una descrizione semasiologica di fraseologismi scelti secondo il principio della descrizione olistica, ideata nell’ambito della Grammatica delle Costruzioni (cfr. CROFT 2001, MASINI 2012, ZIEM/LASCH 2013) e strettamente basata sull’analisi di corpora linguistici. Il metodo semasiologico consiste quindi nella descrizione di particolarità prosodiche, morfologiche, sintattiche da una parte e di caratteristiche semantiche, pragmatiche e discorsive dall’altra (cfr. SCHAFROTH 2015).
L’obiettivo di FRAME è quello di creare un database per apprendenti di lingue straniere che contenga i profili esaurienti di un gran numero di fraseologismi in otto lingue, distribuiti su una selezione di campi semantici. La ricerca da parte dell’utente si effettuerà tramite i descrittori emersi dall’approccio onomasiologico. Il sapere linguistico che verrà presentato su ciascuno dei fraseologismi è ritenuto necessario per capire interamente le unità linguistiche in questione e per poterle applicare adeguatamente.
Il mio intervento intende spiegare le componenti teoriche del progetto e illustrare la loro interazione nell’ideazione e nella prassi descrittiva del database.

Abstract

Despite a great number of studies about phraseology, research on comparative phraseology focusing on a multilingual approch is still strongly underrepresented, if we do non consider cross-linguistic studies dealing with the relationship between language and culture (cf. DOBROVOL’SKIJ/PIIRAINEN 2005, PIIRAINEN 2012) and phraseological works dedicated to the comparison of two languages (cf. GRANGER/ MEUNIER ed. 2008, COLSON 2008). But to my knowledge there is no larger project that aims at systematically describing phraseological units in several languages according to a sound theoretical and methodological approach.
In 2014, the founders of the FRAME project (FRAseologia Multilingue Elettronica, i.e. Electronic Multilingual Phraseology), Paola Cotta Ramusino, Fabio Mollica and Elmar Schafroth, designed a research concept and have, since then, constantly developed the datebase for this project (cf. BENIGNI/COTTA RAMUSINO/MOLLICA/SCHAFROTH 2015). Our cross-linguistic approach is based on semantic, pragmatic and variational criteria, such as semantic fields, speech acts, linguistic markedness (e.g. degree of formality, connotations) or the type of relationship between the interlocutors.
The first level of description is onomasiological, specifying first of all the type of semantic field the phraseological unit belongs to (according to the conceptual classification of BÁRDOSI/ETTINGER/STÖLTING 32003) and the type of idiom (e.g. a verbal idiom). The second level consists of a detailed semasiological description of the selected idioms according to the holistic approach postulated by Construction Grammar (cf. CROFT 2001, MASINI 2012, ZIEM/LASCH 2013) and strictly based on linguistic corpus data. The comprehensive semasiological method takes into account prosodic, morphological and syntactic properties on the one hand, and semantic, pragmatic and discourse-functional characteristics on the other (cf. SCHAFROTH 2015).
The aim of the FRAME project is to create a database suitable for foreign language learners, providing any necessary linguistic information on a considerable number of idioms in eight languages, assorted according to semantic fields. The queries can be performed by the onomasiological search criteria or with regard to a particular idiom.
In my talk, I will explain the theoretical framework of the project and its implementation in the database.

1. Introduzione1

Nonostante il gran numero di saggi (linguistici) sulla fraseologia in generale, la ricerca sulla fraseologia comparata che prenda in considerazione più lingue contemporaneamente è rappresentata in maniera ancora ridotta. Sebbene disponiamo di studi riferiti a più lingue, questi sono prevalentemente concentrati sul nesso tra fraseologia e cultura (cfr. DOBROVOL’SKIJ, PIIRAINEN 2005, PIIRAINEN 2012). Esistono soprattutto studi fraseologici comparati tra due lingue2, ma pochi saggi che mirino a descrivere sistematicamente i fraseologismi in diverse lingue secondo una metodologia ragionata3. Abbiamo quindi a disposizione solo rare opere di rilievo, nell’ambito della linguistica, che approfondiscano il confronto di unità fraseologiche a livello multilingue (cfr. DOBROVOL’SKIJ 1999, 2002, COLSON 2008).

Per quanto riguarda il nesso tra fraseologia e didattica esiste una certa tradizione in linguistica (cfr. HÄCKI BUHOFER 1997, ETTINGER 2007, 2009), che di recente ha ricevuto nuovi impulsi4. L’obiettivo di FRAME è quello di rispondere a questa sfida e di creare, per gli apprendenti, una banca dati che esaurisca le informazioni relative a un gran numero di fraseologismi distribuiti su una selezione di campi semantici. La ricerca da parte dell’utente si effettuerà tramite i descrittori emersi dall’approccio onomasiologico. Il “sapere linguistico” (nel senso di linguistic knowledge) che verrà presentato su ciascuno dei fraseologismi è ritenuto necessario per capire appieno le unità linguistiche in questione e per poterle adoperare adeguatamente.

Il mio contributo intende spiegare le componenti teoriche del progetto e illustrare la loro interazione nell’ideazione e nella prassi descrittiva di FRAME (cfr. anche BENIGNI, COTTA RAMUSINO, MOLLICA, SCHAFROTH 2015). La banca dati FRAME (Fraseologia Multilingue Elettronica) è stata creata nel 2014 presso l’Università degli Studi di Milano. Il progetto si fonda sulla cooperazione tra il Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Milano e l’Istituto di Romanistica della Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf. I responsabili del progetto sono Fabio Mollica (linguistica tedesca, Milano), Paola Cotta Ramusino (linguistica russa, Milano) e Elmar Schafroth (linguistica romanza, Düsseldorf). La costituzione di una banca dati iniziale è stata finanziata dall’Università degli Studi di Milano. La componente operativa principale del progetto si fonda sul lavoro di circa venti linguisti (di Milano, Padova, Roma, Verona, Düsseldorf e altre città) di diverse nazionalità (italiana, spagnola, francese, tedesca, polacca, ucraina ed altre), tra cui i tre direttori. Le lingue prese in considerazione sono otto: cinese, inglese, francese, tedesco, italiano, polacco, russo e spagnolo.

Per poter portare a termine il progetto, si punta a un finanziamento europeo che preveda la possibilità di attribuire borse di dottorato. I gruppi target sono tutti gli utenti di queste otto lingue (da A1 a C2) che capiscono l’italiano. Il metalinguaggio è finora solo l’italiano, ma è prevista l’aggiunta dell’inglese.

2. Quadro teorico e metodologia comparativa

Il nostro approccio si basa su descrittori linguistici concettuali, pragmatici e variazionali, come i campi semantici, gli atti linguistici, il tipo di restrizione linguistica (grado di formalità, connotazione), il canale di trasmissione, la relazione tra gli interlocutori e altri aspetti. Il primo passo della descrizione è di natura onomasiologica: consiste nell’individuare l’appartenenza di un fraseologismo a un determinato campo semantico (secondo la classificazione concettuale di BÁRDOSI, ETTINGER, STÖLTING 32003) e alla nostra tipologia fraseologica (formula, espressione idiomatica, fraseologismo a schema fisso (schematic idiom), proverbio, collocazione, fraseologismo comparativo, altro tipo di fraseologismo). Il secondo passo è una descrizione semasiologica di fraseologismi scelti secondo il principio della descrizione olistica, ideata nell’ambito della Grammatica delle Costruzioni (cfr. CROFT 2001, GRIES 2008, MASINI 2012, ZIEM, LASCH 2013) e strettamente basata sull’analisi di corpora linguistici. Il metodo semasiologico consiste quindi nella descrizione di particolarità prosodiche, morfologiche, sintattiche da una parte e dall’altra, di caratteristiche semantiche, pragmatiche e discorsive (cfr. SCHAFROTH 2015).

I concetti fondamentali della Grammatica delle Costruzioni (CxG) sono le costruzioni, cioè «learned pairings of form with semantic and discourse function» (GOLDBERG 2006: 215). Basta che almeno un aspetto di queste coppie di forma e funzione «is not strictly predictable from their component parts or from other constructions» (ibid.: 5) a rendere necessario che l’insieme debba essere memorizzato nel sapere linguistico. Ma anche se una costruzione è completamente composizionale, quindi prevedibile, fa parte del lessico mentale a condizione che sia utilizzata con una frequenza sufficiente (GOLDBERG 2003: 219 s.). Con un tale approccio possono venire alla luce un numero non insignificante di sintagmi e strutture lessicali (in qualche maniera) idiosincratici non ancora individuati e descritti dalla linguistica o dalla lessicografia, tra cui:

  • «encoding idioms» (cfr. MAKKAI 1972, FILLMORE, KAY, O’CONNOR 1988), cioè fraseologismi che i madrelingua utilizzano quotidianamente senta rendersi conto che sono non-composizionali, ma che nondimeno costituiscono problemi per non madrelingua nella comprensione orale e scritta, e tanto più nella produzione linguistica: sintagmi apparentemente facili da decodificare, come di gran lunga, in linea di massima, tutto sommato5.

  • o fraseologismi a schema fisso (in inglese schematic o formal idioms, in tedesco Phrasemkonstruktionen o Phraseoschablonen, cfr. DOBROVOL’SKIJ 2011), come la struttura Che/Cosa/Che Cosa + sintagma verbale + a fare?, realizzata ad esempio in Cosa mi chiedi a fare (come sto)?, Che studi a fare? o Che ti aiuto a fare?. Simile, per quanto riguarda la semantica e la pragmatica, è la costruzione What’s X doing Y? in inglese (cfr. KAY, FILLMORE 1999), ad es. What are you doing calling me before 9 a.m. (‹Che mi chiami a fare prima delle 9?›).

La CxG ci ha inoltre resi consapevoli del fatto che i fraseologismi fanno parte di un continuum tra lessico e sintassi (cfr. STATHI 2011): «lexicon and grammar glide into one another so that any specific line of demarcation would be arbitrary» (LANGACKER 2000: 33). Questo significa che rifiuta una netta separazione tra strutture sintattiche e strutture fraseologiche, tanto più che queste ultime possono somigliare a strutture libere composizionali ma anche a unità complesse di tipo morfologico: si pensi a casi come to have eyes like a hawk e (to be) hawk-eyed (o eagle-eyed), in italiano avere occhi di lince (o falco), per quanto riguarda il fraseologismo con struttura sintattica. L’oscillare delle unità fraseologiche sul continuum lessico-sintassi rende rilevanti per FRAME anche schematic idioms (CROFT, CRUSE 2004: 248), fraseologismi comparativi e proverbi.

Siccome la CxG considera esclusivamente il linguaggio autentico della parole (in contrapposizione alla langue), anche il nostro approccio è rigorosamente basato sull’uso, cioè sui corpora linguistici: il significato e l’illocuzione risultano da testi orali e scritti autentici e spontanei, e non presi da dizionari (anche se le descrizioni semantiche di quelli più importanti sono registrate, in contrasto con la metodologia adottata in FRAME). La descrizione è quindi olistica, tenendo conto dei seguenti tipi del sapere linguistico: per la forma, le particolarità fonologiche (soprattutto prosodiche), morfologiche e sintattiche; per il contenuto, le caratteristiche semantiche, pragmatiche e discorsive6. Queste particolarità, che sono chiamate constraints nella Grammatica delle Costruzioni (cfr. ZIEM, LASCH 2013), rappresentano, per così dire, la «grammatica» individuale di ogni costruzione, qui di ogni fraseologismo:

scahfroth fig 1

Riassumendo, alla domanda che cosa manca nell’attuale fraseologia multilingue, possiamo rispondere come segue:

  • A. una descrizione sistematica e olistica di fraseologismi7;

  • B. una solida base teorica (un quadro di riferimento come la CxG);

  • C. una metodologia comparativa praticabile: da un punto di vista onomasiologico, si parte da un criterio di base (‹similitudine semantica›) per trovare il più importante tertium comparationis, fraseologismi appartenenti allo stesso campo semantico8;

  • D. una metodologia che sia facile da applicare9;

  • E. e che sia appropriata per gli apprendenti10.

3. Programma di lavoro e compilazione della banca dati

La domanda più importante che ci siamo posti riguarda i contenuti del sapere linguistico sui fraseologismi. Questi vengono digitati nella maschera di inserimento con cui lavorano i collaboratori del progetto. Questa maschera non è accessibile agli utenti. La maschera di ricerca invece è a disposizione del pubblico all’indirizzo www.fraseologia.it/MAD (v. sotto le figure 2 a 4).

In FRAME si tratta innanzitutto di:

  1. lavorare su un dato campo semantico (attinto alla struttura onomasiologica concepita da BÁRDOSI, ETTINGER, STÖLTING 2003):

  2. schafroth fig 2

  3. estrarre fraseologismi di tutti i tipi che fanno parte di questo campo semantico (da dizionari specializzati e monolingui e dalla competenza linguistica di parlanti madrelingua11);

  4. descrivere i fraseologismi selezionati12 in base al loro uso documentato nei corpora (Corpus Paisà, Corpus Coris, La Repubblica Corpus, itTenTen16, WEBBIT, ed altri);

  5. indicare il «set of conditions on syntactic and phonological form and […] on meaning and use» (LAKOFF 1987) indispensabile non solo per capire ma anche per saper utilizzare attivamente un fraseologismo;

  6. fornire informazioni:
    a) sul grado di formalità che esprime il fraseologismo: molto informale/volgare, molto informale/slang, informale/popolare, informale/giovanile, informale/colloquiale-familiare, formale/standard colto, formale/linguaggi settoriali, molto formale/burocratico, molto formale/letterario, neutro/non marcato);
    b) su tutti i tipi di varianti di un determinato fraseologismo13:
    - varianti del primo tipo: lessicali, morfologiche, sintattiche, ortografiche, fonetico-fonologiche;
    - variante del secondo tipo, cioè del grado di formalità e del livello linguistico: s. v. a);
    c) sul canale di trasmissione in cui viene normalmente utilizzato il fraseologismo: orale, scritto, orale e scritto, orale e comunicazione elettronica;
    d) sulla valutazione, cioè le connotazioni: positivo, negativo, neutro, eufemistico;
    e) sulla relazione tra gli interlocutori: vicinanza (tu), distanza (Lei), misto (tu e Lei), per evitare tu o Lei;
    f) sulla gerarchia tra gli interlocutori: dall’alto al basso, uguaglianza, dal basso all’alto, indifferenziato;
    g) sull’atto linguistico effettuato di solito tramite il fraseologismo (cfr. figura 3):

  7. schafroth fig 3

  8. indicare elementi dello stesso frame. Siccome FRAME si ispira non solo dalla Grammatica delle Costruzioni ma anche dalla Frame Semantics si danno informazioni sugli elementi del thesaurus lessicale e fraseologico (fraseologismi e lessemi quasi sinonimici o quasi antonimici dello stesso campo semantico);

  9. specificare il livello di competenza secondo il QCER (da A1 a C2);

  10. mettere a disposizione i dati lessicografici (parafrasi semantiche tratte da importanti dizionari monolingui e fraseologici per ogni lingua);

  11. fornire combinazioni tipiche di fraseologismi con altre parole (collocazioni all’interno di fraselogismi14);
  12. fornire un numero sufficiente di dati tratti dai corpora15;

  13. offrire note d’uso e altri tipi di informazioni.

Prospettiva dell’utente: come trovare il sapere fraseologico specifico?

Ogni aspetto può essere cercato separatamente o in combinazione con altri (più se ne combinano, meno risultati si ottengono). Due esempi: a) uno specifico atto linguistico espresso da una formula che fa parte di uno specifico campo semantico in italiano, inglese e russo, b) tutte le frasi peggiorative in un campo semantico specifico in ciascuna delle otto lingue.

La maschera di ricerca come è stata elaborata tra il 2014 e il 2018 ha il seguente aspetto16:

schafroth 4 bis

4. Valore aggiunto e differenze rispetto ai dizionari (monolingue, bilingue e fraseologici).

Di seguito, i vantaggi concettuali di FRAME saranno brevemente elencati:

  • FRAME prende in considerazione otto lingue (può mettere a confronto tra due e otto lingue alla volta).

  • FRAME è strettamente basato sul corpus e tiene conto di tutti i livelli linguistici elencati nella figura 1 e spiegati più dettagliatamente al paragrafo 2 («Quadro teorico e metodologia comparativa»).

  • Il risultato è un metodo di descrizione semantica dei fraseologismi che consiste esclusivamente nell’estrarre significati dall’uso linguistico. Il sapere linguistico individuale è quindi il risultato di processi di astrazione e di schematizzazione di espressioni reali, cioè l’uso linguistico è il fattore decisivo: ‹Il sapere linguistico è il prodotto emerso dall’uso linguistico› (ZIEM, LASCH 2013: 55).

  • I dizionari bilingui considerano solo il tipo di fraseologismo e il significato, senza chiarire bene se si tratti di un equivalente o di un traducente. FRAME non traduce, bensì mette a disposizione fraseologismi dello stesso tipo che fanno parte dello stesso campo semantico. Tramite la descrizione semasiologica, che comprende informazioni su particolarità specifiche di natura semantico-pragmatica o sintattica (le «constraints»), si configura un ricchissimo dizionario elettronico multilingue di fraseologismi, che descrive caratteristiche dettagliate mai considerate finora da un’opera lessicografica.

Anziché cercare di fornire equivalenti, FRAME mette a confronto i fraseologismi dello stesso campo semantico descritti fin negli ultimi dettagli17:

Esempio 1: campo semantico cibo, sottocategoria fame. Invece di postulare l’equivalenza dei seguenti fraseologismi semanticamente analoghi, vengono descritte dettagliatamente le loro particolarità su tutti i livelli linguistici, di modo che emergono equivalenze solo parziali o approssimative18:

  • italiano: avere una fame da lupi;
  • tedesco: Hunger haben wie ein Bär (Wolf); einen Bärenhunger, Wolfs-, Heiß-, Mords-, Wahnsinnshunger haben; - inglese: to be ravenously hungry, to be hungry as a bear (wolf)19;

  • spagnolo: tener un hambre de lobo, tener un hambre canina;

  • francese: avoir une faim de loup (du diable)20 ;
  • russo: golodnyi kak volk (lett. ‹affamato come un lupo›)

Esempio 2: campo semantico fallimento, sottocategoria errore21.

  • italiano: essere fuori strada;
  • inglese: to be on the wrong track, to bark up the wrong tree;

  • francese : se fourrer (se mettre) le doigt dans l’œil (jusqu’au coude);

  • spagnolo: ir por mal camino22;
  • tedesco: auf dem Holzweg sein (lett. ‹essere sulla via del legno›), auf dem falschen Dampfer sein (lett. ‹essere sul battello a vapore sbagliato›).

5. Difficoltà e sfide

a) Una delle più grandi difficoltà quando ci si occupa di fraseologismi, soprattutto di espressioni idiomatiche verbali come far breccia, mettersi in riga, staccare la spina, sono le varianti contestuali. Non sono casi rari, ma nei corpora sono attestabili in numero considerevole, e sostituiscono quindi una realtà della norma usuale. I problemi risiedono, in primo luogo, nel fatto che la descrizione semantica fornita dai dizionari è chiaramente sottospecificata, e in secondo luogo nella difficoltà a trovare nei testi tutte le varianti contestuali pertinenti, il che solleva il terzo problema, vale a dire la questione dello status di un significato di contesto: risultato della creatività dell’autore/parlante o significato utilizzato collettivamente? Abbiamo incontrato questo problema sia nel progetto GEPHRI che in FRAME.

b) Un’altra difficoltà consiste nell’assegnazione dei livelli di competenza (A1 a C1) ai fraseologismi. Su questo tema non esiste praticamente alcun lavoro di base linguistico-didattico.

c) Anche l’assegnazione dei fraseologismi ai campi semantici può essere difficile, sia perché si possono utilizzare più campi semantici contemporaneamente, sia perché il campo semantico non corrisponde esattamente al rispettivo fraseologismo.

d) Il lavoro pratico di FRAME ha inoltre mostrato come, da un lato, non sia facile distinguere tra varianti nazionali e regionali e, dall’altro, quanto sia difficile decidere quante e quali varianti regionali indicare: ad esempio in tedesco, accanto a Servus (per Tschüss) anche Pfiat Di, Gruezi, Ade e Baba.

e) Un’altra sfida sarebbe una concezione dei legami tra i fraseologismi basati su aspetti semantici del frame (tramite collegamento ipertestuale), che va oltre i thesauri fraseologico e lessematico, ad esempio l’iperonimia o l’affiliazione concettualmente motivata allo stesso frame. Sarebbe anche concepibile includere funzioni lessicali secondo la teoria Sens-Texte (cfr. POLGUÈRE 2008), come Magn, Anti-Magn, Bon o AntiBon, e il riferimento tra diversi fraseologismi.

Riferimenti bibliografici

BÁRDOSI, Vilmos, ETTINGER, Stefan, STÖLTING, Cécile, Redewendungen Französisch/Deutsch, Thematisches Wörter- und Übungsbuch, 3a ed., Tübingen, Francke, 2003.

BENIGNI, Valentina, COTTA RAMUSINO, Paola, MOLLICA, Fabio, SCHAFROTH, Elmar, «How to apply CxG to phraseology: a multilingual research project», Journal of Social Sciences n. 11, 3, 2015, p. 275-288. DOI: 10.3844/jssp.2015.275.288.

BRUNETTI, Simona, Idiome, Wissen und Metaphern aus dem Begriffsfeld VERRÜCKTSEIN im Deutschen und im Italienischen, Eine kognitive Studie, Hamburg, Dr. Kovač, 2015.

BURGER, Harald, DOBROVOL’SKIJ, Dmitrij, KÜHN, Peter, NORRICK, Neal (eds.), Phraseologie, Ein internationales Handbuch der zeitgenössischen Forschung, Berlin, New York, de Gruyter, 2007.

CHRISSOU, Marios, Phraseologismen in Deutsch als Fremdsprache, Linguistische Grundlagen und didaktische Umsetzung eines korpusbasierten Ansatzes, Hamburg, Dr. Kovač, 2012.

COLSON, Jean-Pierre, «Cross-linguistic phraseological studies. An overview», in GRANGER, MEUNIER (eds.), 2008, p. 191-206.

Corpus CORIS, corpora.dslo.unibo.it/TCORIS/ (04/04/2019).

Corpus PAISÀ, http://www.corpusitaliano.it (02/04/2019).

CROFT, William, Radical Construction Grammar, Syntactic Theory in Typological Perspective, Oxford, Oxford University Press, 2001.

CROFT, William, CRUSE, Alan D., Cognitive Linguistics, Cambridge, Cambridge University Press, 2004.

DISCHER, Christian, MEISNITZER, Benjamin, SCHLAAK, Claudia (eds.) (2016): Komplexität von Phraseologismen in den romanischen Sprachen, Theorie und Praxis in der Linguistik und der Fremdsprachendidaktik, St. Ingbert, Röhrig Universitätsverlag, 2016.

DOBROVOL’SKIJ, Dmitrij, Kognitive Aspekte der Idiom-Semantik, Studien zum Thesaurus deutscher Idiome, Tübingen, Narr, 1995.

DOBROVOL’SKIJ, Dmitrij, «Kontrastive Phraseologie in Theorie und Wörterbuch», in BAUR, Rupprecht S., CHLOSTA, Christoph, PIIRAINEN, Elisabeth (eds.), Wörter in Bildern – Bilder in Wörtern, Beiträge zur Phraseologie und Sprichwortforschung aus dem Westfälischen Arbeitskreis, Baltmannsweiler, Schneider-Verl. Hohengehren, 1999, p. 107-122.

DOBROVOL’SKIJ, Dmitrij, «Phraseolgismen in kontrastiver Sicht», in CRUSE, D. Alan et al. (eds.), Lexikologie, Ein internationals Handbuch zur Natur und Struktur von Wörtern und Wortschätzen, Berlin, New York, de Gruyter, 2002, p. 442-451.

DOBROVOL’SKIJ, Dmitrij, «Phraseologie und Konstruktionsgrammatik», in LASCH, ZIEM (eds.), 2011, p. 111-130.

DOBROVOL’SKIJ, Dmitrij, PIIRAINEN, Elisabeth, Figurative language, Cross-cultural and cross-linguistic perspectives, Amsterdam et al., Elsevier, 2005.

ETTINGER, Stefan, «Phraseme im Fremdsprachenunterricht», in BURGER et al. (eds.), 2007, p. 893-908.

ETTINGER, Stefan, Phraseologie und Phraseodidaktik, 2009. http://www.ettinger-phraseologie.de (17/04/2019).

ETTINGER, Stefan, «Einige kritische Fragen zum gegenwärtigen Forschungsstand der Phraseodidaktik», in SCHÄFER, Patrick, SCHOWALTER, Christine (eds.), In mediam linguam: Mediensprache – Redewendungen – Sprachvermittlung, Festschrift für Heinz-Helmut Lüger, Landau, Empirische Pädagogik, 2011, p. 231-250.

ETTINGER, Stefan, «Leistung und Grenzen der Phraseodidaktik. Zehn kritische Fragen zum gegenwärtigen Forschungsstand», Philologie im Netz, n. 87, 2019, p. 84-124.

FEROLDI, Donata/DAL PRA, Elena, Dizionario analogico della lingua italiana, Versione elettronica, Bologna, Zanichelli, 2011.

FILLMORE, Charles J., KAY, Paul, O’CONNOR Mary Catherine, «Regularity and idiomaticity in grammatical constructions: the case of let alone», Language, n. 64, 1988, p. 501-538.

FÖLDES, Csaba, Deutsche Phraseologie kontrastiv, Intra- und interlinguale Zugänge, Heidelberg, Groos, 1996.

FRAME = COTTA RAMUSINO, Paola, MOLLICA, Fabio, SCHAFROTH, Elmar (dir.), Fraseologia multilingue elettronica, Milano, Università degli Studi, 2014. http://www.fraseologia.it (19/04/2019).

GEPHRI = SCHAFROTH, Elmar, IMPERIALE, Riccardo, BLAICH, Tamara, MARTULLI, Francesca, Gebrauchsbasierte Phraseologie des Italienischen, Universität Düsseldorf, Institut für Romanistik, 2018. gephri.phil.hhu.de (17/04/2019).

GIACOMA, Luisa, Fraseologia e fraseografia bilingue, Riflessioni teoriche applicazioni pratiche nel confronto tedesco-italiano, Frankfurt, Lang, 2012.

GOLDBERG, Adele E., «Constructions: a new theoretical approach to language», Trends in Cognitive Sciences, n. 7, 5, 2003, p. 219-224.

GOLDBERG, Adele E., Constructions at Work, The Nature of Generalization in Language, Oxford, Oxford University Press, 2006.

GONZÁLEZ REY, María Isabel (ed.), Phraseodidactic studies on German as a foreign language / Phraseodidaktische Studien zu Deutsch als Fremdsprache, Amburgo, Dr. Kovač, 2013.

GRADIT = DE MAURO, Tullio (ed.), Grande dizionario italiano dell’uso, 6 voll., Torino, UTET, 2000.

GRANGER, Sylviane, MEUNIER, Fanny (eds.), Phraseology: an interdisciplinary perspective, Amsterdam, Philadelphia, Benjamins, 2008.

GRIES, Stefan Th., «Phraseology and linguistic theory: a brief survey», in GRANGER, MEUNIER (eds.), 2008, 3-25.

HÄCKI BUHOFER, Annelies (1997), «Phraseologismen im Spracherwerb», in WIMMER, Rainer, BERENS, Franz (eds.), Wortbildung und Phraseologie, Tübingen, Narr, 1997, p. 209-232.

HALLSTEINSDÓTTIR, Erla, Das Verstehen idiomatischer Phraseologismen in der Fremdsprache Deutsch, Hamburg, Dr. Kovač, 2001.

HANDSCHUHMACHER, Sylvia, Aspekte der Phraseologie Italienisch – Deutsch kontrastiv, Hamburg, Dr. Kovač, 2014.

IMPERIALE, Riccardo, SCHAFROTH, Elmar, «Fraseologia italiana per apprendenti L2 e specialisti, la pratica dell’approccio costruzionista», RiCOGNIZIONI, Rivista di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, vol. 3, n. 6, 2016, p. 105-132. DOI: http://dx.doi.org/10.13135/2384-8987/1851.

IMPERIALE, Riccardo, SCHAFROTH, Elmar, Fraseologia italiana basata sull’uso, Lessicografia digitale per apprendenti tra la Frame Semantics e la Grammatica delle Costruzioni, Italiano LinguaDue, vol. 11, n. 1 (2019, in stampa).

itTenTen16 = Italian web corpus, https://www.sketchengine.eu/ (17/04/2019).

JESENŠEK, Vida, FABČIČ, Melanija (eds.), Phraseologie kontrastiv und didaktisch, Neue Ansätze in der Fremdsprachenvermittlung, Maribor, Slavistično društvo, Filozofska fakulteta, 2007.

KAY, Paul, FILLMORE, Charles J., «Grammatical Constructions and Linguistic Generalizations: The ‹What’s X doing Y?› Construction», Language, n. 75, 1999, p. 1-33.

KONECNY, Christine, HALLSTEINSDÓTTIR, Erla, KACJAN, Brigita (eds.), Phraseologie im Sprachunterricht und in der Sprachendidaktik / Phraseology in language teaching and in language didactics, Maribor, Mednarodna založba Oddelka za slovanske jezike in književnosti, Filozofska fakulteta, 2013.

KORHONEN, Jarmo, «Probleme der kontrastiven Phraseologie», in BURGER et al. (eds.), 2007, p. 574-589.

LAKOFF, George, Women, Fire, and Dangerous Things, What Categories Reveal about the Mind, Chicago, University of Chicago Press, 1987.

LANGACKER, Ronald W., «A Dynamic Usage-Based Model», in BARLOW, Michael, KEMMER, Suzanne (eds.), Usage-Based Models of Language, Stanford, Stanford University Press, 2000, p. 1-60.

LASCH, Alexander, ZIEM, Alexander (eds.), Konstruktionsgrammatik II, Aktuelle Fragen und Lösungsansätze, Tübingen, Stauffenburg, 2011.

LORENZ-BOURJET, Martine, LÜGER, Heinz-Helmut (eds.), Phraseologie und Phraseodidaktik, Wien, Praesens, 2001.

MAKKAI, Adam, Idiom structure in English, Den Haag, Mouton, 1972.

MASINI, Francesca, Grammatica delle Costruzioni, Un’introduzione, Roma, Carocci 2012.

MEISNITZER, Benjamin, «Phraseologismen an der Schnittstelle von Linguistik und Fremdsprachendi-daktik», in DISCHER, MEISNITZER, SCHLAAK (eds.), 2016, p. 11-28.

MELLADO BLANCO, Carmen, BERTY, Katrin, OLZA, Inés (eds.), Discurso repetido y fraseología textual (español y español-alemán), Madrid, Iberoamericana, Frankfurt, Vervuert, 2017.

MELLADO BLANCO, Carmen, MOLLICA, Fabio, SCHAFROTH, Elmar (eds.), Phrasemkonstruktionen aus kontrastiver Sicht, Eine korpusgestützte Analyse zum Deutschen, Italienischen und Spanischen, Berlin, Boston, de Gruyter (in preparazione).

MEUNIER, Fanny, GRANGER, Sylviane (eds.), Phraseology in Foreign Language Learning and Teaching, Amsterdam, Philadelphia, Benjamins, 2008.

MOLLICA, Fabio, «Die Rolle der Kontrastivität in der Phraseodidaktik, Eine kognitive und konstruktionsgrammatische Perspektive», in DI MEOLA, Claudio, PUATO, Daniela (eds.), Deutsch kontrastiv aus italienischer Sicht, Phraseologie, Temporalität und Pragmatik, Frankfurt, Lang, 2015, p. 13-35.

PALAZZI, Fernando, FOLENA, Gianfranco, Dizionario della lingua italiana, Torino, Loescher, 1992.

PAMIES, Antonio, IÑESTA Mena, Eva Ma, «El miedo en las unidades fraseológicas: enfoque interlingüístico», Language Design: Journal of Theoretical and Experimental Linguistics, n. 3, 2000, p. 43-79.

PAMIES, Antonio, LUQUE NADAL, Lucía, PAZOS Bretaña, José Manuel (eds.), Multi-Lingual Phraseo-graphy, Second Language Learning and Translation Applications, Baltmannsweiler, Schneider-Verl. Hohengehren, 2011.

PAMIES, Antonio, PAZOS BRETAÑA, José Manuel, LUQUE NADAL, Lucía (eds.), Phraseology and Discourse, Cross Linguistic and Corpus-based Approaches, Baltmannsweiler, Schneider-Verl. Hohengehren, 2012.

PIIRAINEN, Elisabeth, Widespread idioms in Europe and beyond, Towards a lexicon of common figurative units, New York, NY et al., Lang, 2012.

POLGUÈRE, Alain, Lexicologie et sémantique lexicale, Notions fondamentales, Nuova ed. ampliata e corretta, Québec, Presses de l’Université de Montréal, 2008.

QCER = Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, Apprendimento, insegnamento, valutazione, Strasburgo, Consiglio d’Europa, 2001, Milano, La Nuova Italia, Oxford, Oxford University Press, 2002. http://www.memorbalia.it/descrittori/dalframeworkeuropeo.pdf (04/01/2019).

QUARTU, Monica, ROSSI, Elena, Dizionario dei modi di dire della lingua italiana, Milano, Hoepli, 2012.

(La) Repubblica Corpus, http://dev.sslmit.unibo.it/corpora/corpus.php?path=&name=Repubblica (04/01/2019).

RUGGIERI, Antonella, Die phraseologische Bedeutung und Wissensstrukturen, Eine kognitiv-semiotische Untersuchung deutscher und italienischer Zornphraseologismen, Hamburg, Dr. Kovač, 2016.

SCHAFROTH, Elmar, «Italian Phrasemes as Constructions, How to Understand and Use Them», Journal of Social Sciences, n. 11, 3, 2015, p. 317-337.DOI:10.3844/jssp.2015.317.337.

SCHEMANN, Hans, Synonymwörterbuch der deutschen Redensarten, 2a edizione, erweitert um eine Einführung in die „Synonymie und Idiomatik“, Unter Mitarbeit von Renate Birkenhauer, Berlin, Boston, de Gruyter, 2012.

SECO, Manuel, ANDRÉS, Olimpia, RAMOS, Gabino, Diccionario fraseológico documentado del español actual, Locuciones y modismos españoles, Madrid, Santillana, 2004.

SORGE, Paola, Dizionario dei modi di dire della lingua italiana, Roma, Newton Compton, 2011.

STATHI, Katerina, «Idiome und Konstruktionsgrammatik: im Spannungsfeld zwischen Lexikon und Grammatik», in LASCH, ZIEM (eds.), 2011, p. 149-163.

WEBBIT, clic.cimec.unitn.it/marco/webbit (04/01/2019).

ZIEM, Alexander, LASCH, Alexander, Konstruktionsgrammatik. Konzepte und Grundlagen gebrauchsbasierter Ansätze, Berlin, Boston, de Gruyter, 2013.

(Lo) Zingarelli = Lo Zingarelli online 2019, Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zanichelli, Bologna, Zanichelli, 2018.

1
Ringrazio Silvia Caravaggi e i due revisori anonimi dell’articolo per i loro suggerimenti importanti.

2
Cfr. FÖLDES 1996, KORHONEN 2007, GRANGER, MEUNIER eds. 2008, GIACOMA 2012, HANDSCHUHMACHER 2014, BRUNETTI 2015, RUGGIERI 2016, MELLADO BLANCO, BERTY, OLZA eds. 2017.

3
Fanno eccezioni, ad esempio, i lavori di Pamies (cf. PAMIES, IÑESTA 2000, PAMIES et al. 2011, 2012) e MELLADO BLANCO, MOLLICA, SCHAFROTH eds. (in preparazione).

4
Cfr. HALLSTEINSDÓTTIR 2001, LORENZ-BOURJET, LÜGER eds. 2001, JESENŠEK, FABČIČ eds. 2007, MEUNIER, GRANGER eds. 2008, CHRISSOU 2012, GONZÁLEZ REY ed. 2013, KONECNY, HALLSTEINSDÓTTIR, KACJAN eds. 2013, MOLLICA 2015, DISCHER, MEISNITZER, SCHLAAK eds. 2016, MEISNITZER 2016, ETTINGER 2011, 2019. Inoltre, è in preparazione una miscellanea sul seguente argomento: “Teaching phraseology in the 21st century: new challenges” (F. M. Mena Martínez & C. Strohschen eds.).

5
Chiunque abbia dubbi su questa affermazione dovrebbe chiedersi se capisce le seguenti espressioni inglesi senza ulteriori indugi: by and large, by far, far and away, all told.

6
La semantica e la pragmatica spesso non sono nettamente distinguibili. Pertanto, alcuni approcci della CxG le riuniscono in un unico livello di descrizione.

7
Con fraseologismi intendiamo unità plurilessicali relativamente fisse per quanto riguarda la struttura e il consolidamento cognitivo. Possono essere non-composizionali (espressioni idiomatiche, fraseologismi a schema fisso) o composizionali ma idiosincratici (collocazioni) o sia l’uno sia l’altro (formule, proverbi).

8
Il secondo tertium comparationis è il tipo di fraseologismo (espressione idiomatica verbale, collocazione, proverbio ecc.).

9
Partendo da una parola del fraseologismo e/o di un campo semantico e/o di uno o più descrittori (cfr. cap. 3), si possono cercare fraseologismi (di un certo tipo) in una lingua o in più lingue alla volta.

10
Possiamo riunire le particolarità di D e E. Il database FRAME considera sistematicamente i seguenti aspetti: indicazione del livello corrispondente al QCER, qualità dell’interfaccia grafica del database; modalità e opzioni di ricerca intuitive, elementi interattivi (commenti degli utenti, interfaccia con il progetto di Düsseldorf, GEPHRI, sulla fraseologia italiana basata sull’uso).

11
Per l’italiano, vengono considerate le edizioni più recenti dei dizionari monolingue seguenti: Devoto-Oli, Garzanti, Sabatini-Coletti, Zingarelli (risorse elettroniche), nonché il Palazzi-Folena, il Vocabolario Treccani online e il GRADIT. Per quanto riguarda i dizionari fraseologici, consideriamo SORGE (2011) e QUARTU/ROSSI (2012).

12
Per ciascuna delle otto lingue trattate in FRAME, i fraseologismi vengono selezionati a partire dai campi semantici. Si parte ad esempio dal campo semantico rabbia e si cerca questo lemma in un dizionario onomasiologico (per l’italiano FEROLDI, DAL PRA 2011) o, se vi non è registrato, nei dizionari monolingue digitali tramite una “ricerca full text”. Per essere esatti, si cerca un definiens adatto (per es. ‘arrabbiare’ nell’area di definizione (nello Zingarelli chiamata definitions). I risultati (ad es. far venire la bava alla bocca a qlcu., far saltare la mosca al naso a qlcu. nello Zingarelli) vengono poi verificati nei corpora, per quanto riguarda la loro frequenza, e, se necessario, discussi tra madrelingua, per quanto riguarda la loro disponibilità o familiarità. Tenendo conto di questi fattori (frequenza e familiarità), si decide per ogni fraseologismo preso singolarmente se considerarlo o meno.

13
Se nei corpora emergono discrepanze sulla forma di un fraseologismo e se queste sono pertinenti, vengono registrate come “varianti”; se invece sono prodotto di un gioco di parola, le consideriamo solo se questo può essere utile in qualche modo. Se i significati divergono dal significato più diffuso e questa divergenza non è un caso isolato, lo inseriamo nella casella “note d’uso”. Se invece si tratta di un significato semanticamente diverso (e anche diffuso), lo trattiamo in una scheda separata (come polisemico).

14
Un aspetto completamente trascurato nella fraseologia e messo in rilievo per esempio nel progetto GEPHRI (cfr. IMPERIALE, SCHAFROTH 2016, 2019). Per dare un esempio, il complemento d’oggetto diretto dell’espressione idiomatica verbale mettere a segno è spesso risultato, record, gol, scoop, attentato o furto. Nessun dizionario d’italiano ci dà questa informazione. Per lo spagnolo invece, si veda SECO, ANDRÉS, RAMOS (2004).

15
Per ogni peculiarità formale, semantico-pragmatica o discorsiva nell’uso di un fraseologismo, vengono citati diversi (da due a cinque) documenti tratti dai corpora.

16
Le caselle con la freccia sono predefinite, quelle senza freccia sono liberamente compilabili.

17
In genere, i dizionari fraseologici non lavorano con campi semantici (ad eccezione di BÁRDOSI, ETTINGER, STÖLTING 2003 per il francese e di SCHEMANN 2012 per il tedesco). Per quanto riguarda la linguistica e la lessicografica invece, una visione cognitivo-semantica dei campi semantici (o concettuali) è sempre più al centro dell’attenzione (cfr. PAMIES, IÑESTA 2000, BRUNETTI 2015, RUGGIERI 2016). È noto anche lo studio di DOBROVOL’SKIJ (1999) sulla classificazione onomasiologica degli idiomi (tedeschi) come thesaurus.

18
“Descrivere dettagliatamente” significa fornire un profilo semantico-pragmatico di ogni fraseologismo in ciascuna delle lingue. Tuttavia, questo profilo semasiologico, che qui non può essere esemplificato, non contiene alcuna dichiarazione sull’equivalenza del fraseologismo con i fraseologismi di un’altra lingua. Ogni utente deve decidere da solo in merito, sulla base dei vari parametri (forma, contenuto, registro, ecc.).

19
I lessemi to be ravenous, to be starving (starved) sarebbero messi a disposizione nel thesaurus lessemi.

20
Il lessema avoir une (la) fringale sarebbe indicato nel thesaurus lessemi.

21
L’analisi semasiologica di ogni fraseologismo illustra quanto sia difficile confrontare tra di loro queste espressioni idiomatiche verbali. A partire dalla diversità delle immagini, le unità fraseologiche non concordano semanticamente – e ancor meno pragmaticamente – sul registro e sulle connotazioni. Anche i ruoli semantici sono diversi: agente, come in bark up the wrong tree o se fourrer le doigt dans l’œil, sperimentatore, tema, locativo o scopo nelle altre espressioni.

22
Il lessema estar equivocado sarebbe registrato nel thesaurus lessemi.

Per citare questo articolo:

Elmar SCHAFROTH, FRAME: Fraseologia multilingue elettronica: i fondamenti teorici, Repères DoRiF n. 18 - Phraséodidactique : de la conscience à la compétence, DoRiF Università, Roma juillet 2019, http://dorif.it/ezine/ezine_articles.php?id=427

Ritorna alla Barra di Navigazione