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Adriana ORLANDI, Laura GIACOMINI, Paolo DIMUCCIO-FAILLA

I disambiguatori fraseologici nella lessicografia di apprendimento: una proposta per l’italiano e il francese

Adriana Orlandi
Università di Modena-Reggio Emilia
adriana.orlandi@unimore.it

Laura Giacomini
Università di Heidelberg
laura.giacomini@iued.uni-heidelberg.de

Paolo DiMuccio-Failla
Heidelberg
paolodimuccio@gmail.com

Riassunto

La presentazione si basa su un recente studio relativo ai disambiguatori fraseologici in un progetto lessicografico per la lingua italiana, orientato ad un pubblico di apprendenti avanzati (DIMUCCIO-FAILLA/ GIACOMINI 2017). Il modello italiano, in cui pattern d’uso (SINCLAIR 1996) identificano le accezioni di una parola, prevede un sistema di disambiguazione fraseologica dei significati, che si sviluppa su vari livelli di specificità semantica e guida così l’utente in modo logico verso i dati desiderati.
La presentazione si ripropone di applicare questo modello alla lingua francese e, sull’esempio dei verbi seguire e suivre, di confrontare le due lingue con un triplice scopo: 1) testare la validità del metodo corpus-based (cfr. HANKS 2004) per l’identificazione dei vari livelli di disambiguazione fraseologica; 2) raffinare, sulla base dell’analisi contrastiva, microstruttura e dati dell’entrata italiana; 3) verificare l’adeguatezza dei contenuti fraseologici per un pubblico di apprendenti (cfr. MEUNIER/GRANGER 2008).
Metodo di identificazione, caratteristiche e funzione dei disambiguatori fraseologici verranno puntualmente illustrati. Le due entrate lessicografiche mettono in luce un’ampia corrispondenza tra italiano e francese per ciò che concerne sia la distribuzione dei significati (v. MEJRI/ GROSS 2016) che quella dei fraseologismi su tutti i livelli di disambiguazione: ontologico, dei cluster di accezioni, delle accezioni e delle sottoaccezioni.

Abstract

Our presentation is based on a recent study focussing on phraseological disambiguation in a lexicographic project addressing advanced learners of Italian (DIMUCCIO-FAILLA/ GIACOMINI 2017). In the model proposed for the Italian language, patterns of usage (SINCLAIR 1996) identify word meanings, whereas a system of phraseological meaning disambiguators is developed at different levels of semantic specification to logically lead the user towards the needed data.
We aim to apply this model to French and compare the entries of the verbs seguire (IT) and suivre (FR) in order 1) to test the validity of our corpus-based method (cf. HANKS 2004) for the identification of the
different levels of phraseological disambiguation, 2) to refine microstructural and data properties of the Italian entry on the grounds of contrastive analysis, and 3) to verify the adequacy of phraseological contents for language learners (cf. MEUNIER/GRANGER 2008).
Identification method, features and function of phraseological disambiguators will be explained in detail. The Italian and French lexicographic entries display a broad correspondence for what concerns meaning and phraseology distribution (v. MEJRI/ GROSS 2016) at all levels of disambiguation: ontology, sense clusters, senses, and subsenses.

1. Introduzione

Il presente contributo si situa all’interno di un progetto lessicografico per la compilazione di un dizionario per apprendenti di lingua italiana1. Il progetto, attualmente nella sua fase iniziale, ruota attorno all’idea che i fraseologismi consentano la disambiguazione semantica di una parola e che dunque possano essere utilizzati a tutti gli effetti quali efficaci disambiguatori lessicografici. Seguendo l’idea di John SINCLAIR (1991, 1998, 2004) sulla centralità della fraseologia nella descrizione linguistica, il progetto si propone di descrivere il profilo semantico delle unità lessicali tramite una struttura di disambiguatori a più livelli, che hanno il fine di guidare l’utente verso le informazioni desiderate. Faremo riferimento, in particolare per quanto concerne gli aspetti teorici e metodologici alla base del progetto, a quanto esposto in DIMUCCIO-FAILLA / GIACOMINI (2017a, 2017b).

Il presente contributo si prefigge di applicare il metodo impiegato per l’italiano sul verbo seguire anche al verbo francese suivre, con il triplice obiettivo di:

  • testare la validità del metodo di analisi statistica corpus-based per l’identificazione dei vari livelli di disambiguazione dei significati (prendendo spunto dalla Corpus Pattern Analysis, cfr. HANKS 2004; per il relativo quadro teorico e pratico, cfr. DIMUCCIO-FAILLA / GIACOMINI 2017a);

  • convalidare microstruttura e dati dell’entrata di seguire grazie al confronto con il suo più vicino equivalente in un’altra lingua;

  • verificare l’adeguatezza dei contenuti fraseologici per un pubblico di apprendenti (cfr. GRANGER / MEUNIER 2008).

Il contributo è strutturato in due parti principali, ovvero il § 2 dedicato alla presentazione delle basi teoriche e metodologiche del progetto e il § 3, che mette a confronto l’entrata di seguire con quella del francese suivre. Nel § 4, proponiamo delle riflessioni complessive sull’efficacia di un approccio fraseologico alla lessicografia di apprendimento, mentre il § 5 offre spunti conclusivi sui temi trattati in questo contributo e sui futuri sviluppi del progetto.

2. Il punto di partenza: i pattern d’uso nell’ipotesi di Sinclair

All’inizio degli anni Ottanta, la disponibilità di informazioni linguistiche estratte da corpora di grandi dimensioni avviò un processo di revisione di convinzioni radicate in lessicografia, ad esempio il fatto che una parola polisemica possa possedere intrinsecamente diverse accezioni e che qualsiasi occorrenza di quella parola possa coincidere con una qualsiasi delle sue accezioni (cfr. DIMUCCIO-FAILLA / GIACOMINI 2017b per maggiori dettagli). John Sinclair, impegnato in quegli anni all’Università di Birmingham nella compilazione di un ampio corpus dell’inglese contemporaneo per il progetto COBUILD, ipotizzò invece una generale corrispondenza tra le accezioni di una parola e i suoi pattern d’uso osservabili in un corpus, con ciascun pattern corrispondente ad una sola accezione (SINCLAIR 1998). Nello specifico, SINCLAIR (1996, 2004) osservò che ogni significato principale di una parola, senza considerare quindi le triviali estensioni di significato, può essere associato ad un distinto pattern d’uso (pattern of normal usage) determinato da:

  1. la sua collocazione, ovvero la tendenza a co-occorrere con particolari parole,

  2. la sua colligazione, ovvero la tendenza a occorrere in particolari strutture grammaticali,

  3. la sua preferenza semantica, ovvero la tendenza a co-occorrere con parole dalle particolari caratteristiche semantiche,

  4. la sua prosodia semantica, ovvero la tendenza a comparire in un cotesto che implica una particolare connotazione dei fatti descritti o una particolare attitudine del parlante.

Sinclair concluse che sono i pattern d’uso (ad es. “seguire qualcuno che sta andando da qualche parte”) ad essere le vere unità di significato della lingua. E che tali pattern sono ampiamente fraseologici. Ciascun pattern corrisponde ad un unico significato.

La fraseologia assume in questa prospettiva un ruolo fondamentale per la descrizione della lingua e, da un punto di vista lessicografico, può essere il fulcro del dizionario per apprendenti in assoluto più solido ed efficace (“the ultimate dictionary” nelle parole di SINCLAIR et al. 2004).

Il lavoro attualmente svolto nell’ambito del progetto consiste nel testare l’applicabilità dei pattern d’uso in lessicografia, compilando le entrate di voci verbali italiane a partire dal modello di seguire. Come esposto in DIMUCCIO-FAILLA / GIACOMINI 2017b, un approccio basato sui disambiguatori fraseologici presenta dei vantaggi decisivi rispetto al tradizionale metodo di enumerazione delle accezioni. Quest’ultimo, infatti, non consente di esplicitare né le relazioni semantiche presenti tra accezioni diverse, né gli aspetti cognitivi che intercorrono nel processo di disambiguazione. Perfino nel dizionario COBUILD, il solo nel quale le accezioni vengano disambiguate attraverso pattern sinclairiani impiegati come definienda, riscontriamo questi limiti (cfr. anche il principio di enumerazione per frequenza menzionato in DIMUCCIO-FAILLA / GIACOMINI 2017b), cosicché la ricerca dell’accezione desiderata e delle sue relazioni con le restanti accezioni diviene difficoltosa (cfr. MILLER 1999).

2.1 Applicazione al verbo seguire

Sulla base del verbo seguire, abbiamo elaborato il nostro modello di esplicitazione delle relazioni semantico-cognitive tra le diverse accezioni di una parola, dimostrando come sia possibile identificare una vera e propria rete di relazioni che si irradiano dall’accezione fondamentale, ovvero quella concreta di “andare dietro a qualcuno, tenersi dietro qualcuno, spostarsi in modo da mantenersi in presenza di qualcuno”. Per il verbo seguire, abbiamo individuato, analizzando concordanze e collocatori estratti da un corpus di testi in rete (v. capitolo 2.2), le seguenti accezioni transitive (T) e intransitive (I):

T1: Seguire qn. che sta andando da qc. parte
T2: Seguire {le indicazioni di} un tragitto
T3: Qs. SEGUE l’andamento / corso / decorso di qs.
T4: Seguire qn. che ha appena fatto qs.
T5: Seguire {l’indicazione / descrizione / prescrizione di} un certo modo di agire
T6: Seguire con lo sguardo / con gli occhi qn. / qs. che si sta spostando
T7: Seguire una scena in corso
T8: Seguire {la cronaca di} una vicenda / attività in atto
T9: Seguire un racconto / una spiegazione / un’argomentazione {di qn.}
T10: Seguire un processo / un’attività posti sotto il proprio controllo
T11: Seguire qn. affidato alla propria assistenza in un’attività
I1: A una prima persona / cosa SEGUE una seconda persona / cosa
I2: Un evento / situazione SEGUE DA un altro evento / situazione
I3: Un’affermazione SEGUE DA un’altra affermazione
I4. Un testo SEGUE IN un’altra parte di supporto testuale


Le accezioni transitive T2, T4 e T5 di seguire, ad esempio, sono collegate tra loro tramite relazioni di astrazione, metonimia e metafora, secondo lo schema che segue:

orlandi schema 1

Le accezioni T2 e T5 comprendono, come illustrato, una sottoaccezione T2b e T5b derivata per metonimia logica da T2a e T5a. Nella proposta di entrata finale, queste sottoaccezioni sono state accorpate e segnalate solamente tramite l’utilizzo di parentesi per evitare di sovraccaricare di informazioni l’entrata stessa rendendola poco fruibile per un utente non madrelingua. Nella voce lessicografica, incontreremo dunque un unico pattern T2: “Seguire {le indicazioni di} un tragitto”, e un unico pattern T5: “Seguire {l’indicazione/descrizione/prescrizione di} un certo modo di agire”.

Se, quindi, a livello di compilazione, la presentazione delle relazioni semantiche può subire un processo di adeguamento alle competenze e capacità attese dall’utente ideale, il loro studio a livello prelessicografico dovrebbe essere idealmente svolto nel modo più dettagliato possibile. Esso gioca infatti un ruolo fondamentale nella progettazione della voce, poiché ne assicura una strutturazione logica e cognitivamente solida, corrispondente alla più plausibile modalità di memorizzazione di nessi concettuali nel nostro lessico mentale.

Dopo aver dimostrato l’utilità di esplicitare le relazioni semantiche esistenti tra le diverse accezioni di una parola, illustreremo ora il metodo di disambiguazione fraseologica da noi utilizzato. Questo si fonda sull’idea che accezioni semanticamente vicine tra loro condividano un numero maggiore di collocatori, e che ciascun gruppo di accezioni sia dunque distinguibile dagli altri attraverso la propria fraseologia. Miriamo pertanto a fondere due aspetti, che finora si riscontrano solo separatamente nella lessicografia di apprendimento:

  • l’individuazione dei pattern d’uso che identificano le singole accezioni di una parola (cfr. dizionario COBUILD);

  • l’individuazione del concetto o dei concetti prototipici dai quali si irradiano le accezioni semanticamente correlate di una parola: il tentativo è quello di raggruppare accezioni simili in una struttura a nido a cui facciano capo le accezioni prototipiche (cfr. (New) Oxford Dictionary of English2).

2.2 Il verbo seguire e i suoi disambiguatori fraseologici

Le accezioni del verbo seguire possono essere organizzate in una topologia di tipo ontologico, nella quale esse vengono raggruppate secondo le loro affinità semantiche, creando un vero e proprio albero di disambiguazione:

orlandi schema 2

L’albero di disambiguazione distingue concettualmente le accezioni di seguire, partendo da una suddivisione più generica (seguire come attività o seguire come relazione) per raffinare a mano a mano i sensi del verbo e giungere ai singoli pattern (T1…Tn e I1…In). Possiamo osservare tre livelli fondamentali di disambiguazione, che verranno poi rispettati nella microstruttura concreta dell’articolo lessicografico:

  1. disambiguatori ontologici, che costituiscono il livello ‘alto’ di disambiguazione,
  2. collocatori comuni, che costituiscono il livello ‘medio’ di disambiguazione, e
  3. pattern sinclairiani, che costituiscono il livello ‘basso’ di disambiguazione.

Nella seguente Tabella 1, illustriamo tale struttura:

orlandi tabella 1

Lo scopo dei diversi livelli di disambiguazione è quello di guidare l’utente verso i dati richiesti, aiutandolo ad eliminare man mano i gruppi di accezioni non desiderate, facendo sì che in nessun punto del percorso vi siano ambiguità concettuali (in altre parole, ciascun pattern può essere raggiunto attraverso un solo percorso).

La natura fraseologica dei disambiguatori è evidente non solo a livello dei pattern, ma anche dei collocatori comuni. Qui, osservando le concordanze e i collocatori di seguire estratti dal corpus itTenTen 2016 tramite gli strumenti di Sketch Engine (KILGARRIFF et al. 2004), abbiamo tentato di analizzare un contesto fraseologico più ampio rispetto a quello dei pattern sinclairiani, scoprendo che raggruppamenti omogenei di accezioni possono essere empiricamente attestati attraverso i collocatori che essi condividono. In questo modo, non facciamo altro che provare ad estendere l’ipotesi di Sinclair sui pattern d’uso, mostrando come un raggruppamento di accezioni sia identificabile fraseologicamente alla stregua di un singolo pattern.

Ad esempio, in tutte le accezioni (pattern T4 e T5) corrispondenti al raggruppamento “seguire nelle azioni”, seguire può essere modificato da avverbiali quali ciecamente, fedelmente, scrupolosamente o pedissequamente, che tuttavia non sembrano applicabili ad altri gruppi di accezioni e dunque ad altri pattern. Allo stesso modo, osserviamo grazie al corpus che “seguire con l’attenzione” viene tipicamente modificato da avverbiali quali attentamente, con interesse, con trepidazione o con apprensione. Il nostro fine è dunque quello di individuare i collocatori in grado di identificare in maniera univoca accezioni e gruppi di accezioni del verbo seguire, impiegandoli come disambiguatori all’interno della nostra struttura ad albero.

2.3 L’entrata del verbo seguire

Qui di seguito presentiamo l’entrata relativa al nucleo di significato di seguire come attività, limitandoci a questo per motivi di spazio. Mentre il disambiguatore ontologico, “attività” appunto, è indicato tra parentesi quadre accanto al lemma stesso, il livello di disambiguazione dei collocatori comuni è segnalato dal fondino color blu scuro. Esso introduce, a sua volta, gruppi di pattern, con ciascun pattern indicato in caratteri azzurri e seguito da un numero arabo. I pattern preceduti da una stellina identificano accezioni basilari dell’italiano3. Ogni pattern è seguito inoltre da una definizione, da esempi d’uso e, laddove rilevante, da collocazioni tipiche, locuzioni idiomatiche, usi estensivi, figurati e specialistici.

  • seguìre
  • seˈgui:re
    〈séguo〉

    seguìre [attività] v. trans. 〈ho seguìto
    Spazialmente
    Seguire qn. che sta andando da qc. parte [1] Andare dietro a qn., mantenersi dietro qn.; spostarsi in modo da rimanere in presenza di qn.ES.: Abbiamo seguito la guida turistica fino al castello. COLLOC.: s. qn. da vicino, s. qn. a distanza, s. un corteo. Segua quella macchina! S. qn. in un luogo [est.] Andare in un luogo dietro o poco dopo qn. (di solito per raggiungerlo lì). ES.: I tifosi seguirono la squadra dentro gli spogliatoi. S. qn. a ruota [sport.] Seguire qn. con la propria ruota anteriore vicina alla sua ruota posteriore. S. qn. a ruota [fig.] Seguire qn. molto da vicino. S. qn. come un’ombra [fig.] Seguire qn. da vicino senza pausa. ◆SINONIMI: inseguire; accompagnare; pedinare.
    Seguire {le indicazioni di} un tragitto [2] Andare lungo un tragitto, percorrere un tragitto. ES.: Abbiamo seguito il sentiero e siamo arrivati alla grande quercia. Se non conosci la strada puoi seguire le indicazioni sul navigatore. COLLOC.: s.una strada/​sentiero, s. una rotta, s. un tracciato, s.delle tracce/orme. S. una direzione [est.] Andare in una direzione.
    Qs. SEGUE l’andamento / corso / decorso di qs. [3] Qs. HA un andamento/corso/decorso. ES.: Le mura della città seguono l’andamento del fiume.
    Nelle azioni, ad es. fedelmente, ciecamente, esattamente, scrupolosamente
    Seguire qn. che ha appena fatto qs. [4] Fare ciò che qn. ha appena fatto. ES.: Segue il fratello in tutto quello che fa. Se decidi di ordinare la pasta alla carbonara ti seguo. COLLOC.: Chi mi ama mi segua! S. la corrente [fig.] Fare quello che fa la maggioranza delle persone. ◆SINONIMI: imitare.
    Seguire {l’indicazione / descrizione / prescrizione di} un certo modo di agire [5] Agire in un certo modo. ES.: Luca non segue mai esattamente (cosa gli prescrive) il suo medico. I cattolici seguono (gli insegnamenti di) Cristo. COLLOC.: s. la moda, s. la tradizione, s. le regole, s. le istruzioni, s. una linea di condotta / di azione, s. un consiglio/suggerimento, s. una procedura, s. un metodo, s. una strategia, s. una dieta. S. ... alla lettera [idiom.] Seguire ... esattamente. S. l’esempio di qn. Fare quello che ha fatto qn., emulare↑. S. le orme / i passi di qn. [fig.] idem. S. (la spinta di) qs. [fig.] Assecondare la spinta ad agire da parte di qs. COLLOC.: s. il proprio cuore /​ le proprie inclinazioni, s. l’istinto, s. il ritmo. ◆SINONIMI: conformarsi.
    Con l’attenzione, ad es. attentamente, con interesse/ preoccupazione /speranza/ trepidazione
    Seguire con lo sguardo / con gli occhi qn./qs. che si sta spostando [6] Mantenere lo sguardo su qn./qs. ES.: Riesci a seguire quell’uccello in lontananza? S. qn./qs. con la coda dell’occhio [idiom.] Mantenere qn./qs. nella zona periferica del proprio campo visivo. SINONIMI: guardare, osservare. 
    Seguire una scena in corso [7] Fare attenzione e avere coscienza di come si sta svolgendo una scena. ES.: Sto seguendo la gara dal vivo. Le olimpiadi vengono seguite in diretta in tutto il mondo. COLLOC.: s. una scena, s. una trasmissione / un programma, s. una partita, s. un concerto. ◆SINONIMI: guardare, ascoltare, osservare.
    Seguire {la cronaca di} una vicenda / attività in atto [8] Tenersi aggiornati su di una vicenda / una attività di qn. ES.:Seguo sempre il mio cantante preferito. Seguo le iniziative culturali della mia città. COLLOC.: s. le notizie, s. uno sport, ad es. il calcio; s. la propria squadra, s. la discussione pubblica, s. i movimenti / gli spostamenti di qn; s. l’evoluzione di qs., l’andamento di una condizione, s. gli sviluppi di una situazione. S. qn. su un social network [idiom.] Ricevere automaticamente aggiornamenti riguardo l’attività di qn. su di un social network. ◆SINONIMI: tenersi al corrente, tenersi informati.
    Seguire un racconto/ una ​spiegazione /​ un’argomentazione {di qn.} [9] Fare attenzione ecapire lo sviluppo di un racconto / una ​spiegazione /​ un’argomentazione {di qn.}. ES.: Non riesco a seguirti. Non riesco a seguire il tuo ragionamento. COLLOC.: s. la lezione. Mi segui? Segui quello che dico? S. un corso (di lezioni) [est.] Frequentare un corso di lezioni. ◆SINONIMI: capire, comprendere.
    Con l’attenzione e le azioni, ad es. attivamente, personalmente, passo (a) passo, costantemente, premurosamente
    Seguire un processo / un’attività posti sotto il proprio controllo [10] Controllare che un processo / un’attività proceda secondo il corso prestabilito. ES.: Ho seguito tutte le fasi della ristrutturazione del mio appartamento. COLLOC. seguire dei lavori, s. le fasi di un progetto, s. la crescita di un bambino. ◆SINONIMI: supervisionare.
    Seguire qn. affidato alla propria assistenza in un’attività [11] Accertarsi che qn. svolga un’attività procedendo lungo il percorso prestabilito, assistendolo ed eventualmente correggendolo. ES.: I bambini vanno costantemente seguiti nello studio. COLLOC.: s. uno studente, s. un paziente, s. un cliente. e nella crescita? ◆SINONIMI: assistere.

    Sulla base di questa entrata, abbiamo elaborato un confronto con il verbo francese suivre, che sarà al centro del paragrafo seguente.

    3. Confronto italiano-francese

    Anche per il verbo suivre, abbiamo applicato la stessa metodologia utilizzata per l’italiano: i pattern sinclairiani sono stati reperiti attraverso l’analisi statistica di un corpus (frTenTen12 consultato a partire dalla piattaforma Sketch Engine). Il confronto si limiterà al solo nucleo di significato di seguire come attività (fatta eccezione per il confronto sui disambiguatori ontologici). Riproduciamo qui sotto l’entrata lessicografica relativa a suivre come attività.

    suivre [activité] v. trans.
    Dans l’espace
    S. qqn. (qui va quelque part) [1] Aller derrière qqn, se tenir derrière/après qqn. EX.: Il la regarda et il la suivit sans trop savoir où elle allait. COLLOC.: suivre un convoi. Suivez cette voiture! s. partout, s. de loin/de près/à distance, s. docilement/discrètement/en silence, s. à petits pas/à grands pas/au pas de course. S. qqn. (pour le rejoindre quelque part). Arriver derrière ou peu après qqn.EX.: Il ne pouvait pas comprendre encore pourquoi sa mère avait voulu suivre son mari dans ce Brest, et habiter un logis sombre et froid. SYNONYMES: accompagner. S. qqn. au bout du monde [idiom.] Aller n’importe où pour rejoindre qqn. S. qqn (pour le rattraper ou le surveiller). Aller derrière qqn. pour le rattraper ou le surveiller. EX.: Le suspect était suivi d’un inspecteur de police. SYNONYMES: poursuivre, talonner. S. qqn comme son ombre [idiom]. Le suivre partout, pas à pas.
    S. {les indications d’} un chemin [2] Parcourir un chemin. EX.: Le chemin que nous suivions était couvert de leurs traces /Suivez les indications vous conduisant à la marina. COLLOC.: s. un sentier/ parcours/chemin/itinéraire, s. une voie/route/trajectoire, s. les traces de qqn. S. une direction. Aller dans une direction. ◆ SYNONYMES: parcourir, emprunter. Qqch. suit son cours [idiom.] Qqch. évolue normalement. EX. : Ces dossiers suivent actuellement leur cours devant différentes instances judiciaires.
    Qqch. suit les contours de qqch. [3] Qqch. va le long de qqch. EX.: On accède au parcours depuis Besançon par la N 83, qui suit le Doubs sur sa rive droite  SYNONYMES: longer, côtoyer.
    Dans ses actions, par ex. fidèlement / aveuglément / exactement / scrupuleusement
    S. qqn. (dans ses actions) [4] Faire comme qqn. EX.: Plusieurs suivent Jésus jusqu’à la fraction du pain, mais peu jusqu’à boire le calice de sa passion. / Je ne comprends pas pourquoi on doit suivre l’Arabie Saoudite. COLLOC.: Qui m’aime, me suive ! S. le mouvement [idiom.] Se conformer au comportement des autres. ◆ SYNONYMES: imiter, copier.
    S. {la description d’} une certaine façon d’agir [5] Se conformer à une certaine manière d’agir. EX: C’est là que devrait être notre priorité, plutôt que de suivre la dernière mode sans se préoccuper de la valeur du livre. / Préparez la pâte à pizza en suivant les recommandations du paquet. COLLOC.: s. un conseil, s. unexemple/modèle, s. une conduite, s. une règle/procédure/recommandation, s. des directives/instructions, s. une mode/tendance, s. la tradition, s. une méthode/stratégie, s. un régime/traitement, s. la consigne, s. le rythme. S. qqch. à la lettre, se conformer scrupuleusement, rigoureusement à qqch.S. les traces / les pas de qqn. [fig.] Suivre l’exemple de qqn. S. une force, une impulsion. Aller dans le sens de, obéir à une force, à une impulsion. EX.: Ce qu’il y a de bien lorsqu’on suit son cœur c’est que bien souvent il dit ce qu’on a envie d’entendre. COLLOC.: s. ses envies/caprices, s. son instinct, s. son penchant, s. son cœur. ◆ SYNONYMES: se conformer à, s’adapter à, obéir à, aller dans le sens de.
    Avec son attention, par ex. attentivement /avec intérêt / avec préoccupation / avec inquiétude / avec ennui
    S. des yeux / du regard qqn. ou qqch. (qui se déplace) [6] Fixer son regard sur qqn ou qqch.EX.: Longtemps, il suivit du regard les voiles blanches du navire./ Demandez à l’élève voisin de suivre le texte sur un transparent au rétro-projecteur. S. le regard de qqn. Regarder dans la même direction. ◆ SYNONYMES: regarder, observer. 
    S. une activité en cours [7] Assister ou participer à son déroulement. EX.: Rendez-vous samedi 12 novembre à 18h pour suivre le match en direct sur le site! COLLOC.: s. une émission, s. un match, s. un spectacle, s. la messe, s. de bout en bout, s. en live/en direct. ◆ SYNONYMES: regarder, assister à, participer à.
    S. une activité au fil du temps [8] Se tenir au courant de son évolution. EX. : Depuis lundi, nous suivons attentivement les mouvements du pétrole. / En France, nous suivons ce qui se passe aux États-Unis. Suivre qqn. au fil du temps. Se tenir au courant de ce qu’il fait. Elle anime également sa propre émission, un programme qui propose de suivre la chanteuse dans son quotidien. COLLOC.: s. le football, s. son équipe, s. avec assiduité, s. au jour le jour/quotidiennement, s. en continu. Suivre qqn. sur les réseaux sociaux [idiom.]. Recevoir des mises à jour sur l’activité de qqn. via les réseaux sociaux. EX.: Suivez-nous sur Facebook. ◆ SYNONYMES: se tenir au courant, se tenir informé.
    S. un récit / une explication /uneargumentation [9] Comprendre dans son déroulement un récit, une explication, une argumentation. EX.: Le public a suivi avec intérêt tout l’exposé / J’ai regardé les divers sujets du forum, mais j’ai vraiment du mal à vous suivre. COLLOC.: s. un raisonnement, s. une démonstration, s. une leçon/séance. ◆ SYNONYMES : comprendre. [En partic.] Suivre un cours. Participer régulièrement à un cours. EX.: Tous les enseignants en formation initiale doivent suivre un cours sur l’informatique. COLLOC. : s. un stage, s. une formation. ◆ SYNONYMES: participer à, assister régulièrement à, fréquenter.
    Avec son attention et ses actions, par ex. activement / pas à pas / personnellement
    S. une activité (pour la contrôler) [10] S’occuper de, contrôler qqch. EX.: Il élabore la programmation et suit les opérations immobilières. COLLOC.: s. des travaux, s. une opération, s. un dossier. ◆ SYNONYMES: s’occuper de, contrôler, superviser.
    S. qqn (pour le surveiller, le diriger, l’aider) [11] Donner aide, protection, secours, soins à qqn. EX.: Le professeur se partage entre les différents élèves pour les suivre individuellement. / 30 à 40 % des patients qu’il suit sont diabétiques. COLLOC.: s. un étudiant, s. un patient, s. un client, s. à domicile/à distance. ◆ SYNONYMES: éduquer, guider, soigner, s’occuper de.

    3.1 Confronto sui disambiguatori

    Per quanto riguarda i disambiguatori ontologici, l’architettura concettuale dell’entrata lessicale coincide nelle due lingue (cfr. § 2.2, Tabella 1). Anche in francese, è infatti possibile distinguere suivre come attività e come relazione, isolando un nucleo di significato prototipico da un nucleo di significato non prototipico. Tale struttura ci sembra preferibile a quella presente in dizionari per apprendenti come il Robert Micro, la quale a sua volta riflette la struttura concettuale del Petit Robert. Qui i significati di suivre come relazione sono inseriti come sottogruppo di accezioni del significato I, ovvero “venir après”. Si distingue così “venir après avec mouvement” da “venir après sans mouvement”. Nel primo caso, si tratta di significati chiaramente ascrivibili al significato di suivre come attività; nel secondo caso, si tratta invece di significati ascrivibili al senso non prototipico di suivre come relazione. Tutti i significati successivi rientrano di nuovo nell’area concettuale di suivre come attività. Se questa struttura può essere adatta a un pubblico di parlanti madrelingua che già padroneggiano i significati prototipici e non prototipici della propria lingua, tale articolazione concettuale può non essere evidente per l’apprendente, per quanto avanzato esso sia.

    Se ora, come anticipato, ci concentriamo sul significato di suivre come attività e consideriamo i pattern di Sinclair estratti dal corpus francese, osserviamo che i pattern individuati coincidono anch’essi con quelli dell’entrata italiana4. Ciò che li differenzia riguarda piuttosto il modo in cui i pattern francesi vengono presentati nel dizionario. Nell’entrata francese, si è infatti preferito indicare tra parentesi tonde i costituenti non essenziali del pattern, ovvero i costituenti che possono essere omessi nel discorso. Per esempio, se confrontiamo Suivre qqn. (qui va quelque part) con l’equivalente pattern italiano Seguire qn. che sta andando da qc. parte (pattern [1]), oppure Suivre qqn (dans ses actions) con Seguire qn. che ha appena fatto qs. (pattern [4]), osserviamo che in francese, gli elementi tra parentesi indicano all’apprendente quali sono gli argomenti obbligatori e quali quelli facoltativi, che possono quindi non essere espressi nell’enunciato, come indica l’esempio relativo al pattern [4]: Je ne comprends pas pourquoi on doit suivre l’Arabie Saoudite. L’apprendente può quindi trarre dall’utilizzo delle parentesi tonde un’informazione utile ai fini soprattutto della produzione linguistica.

    Anche per il francese, inoltre, è stato possibile raggruppare i pattern in cluster di significati affini distinti dalla presenza di disambiguatori quali “dans l’espace”, “dans une action”, “avec son attention” et “avec sa présence” che, come visto sopra (§ 2.1), rappresentano l’ossatura dell’apparato concettuale, e identificano in modo estremamente semplice e sintetico le principali aree di significato di suivre. Accanto a queste etichette figurano anche in francese i cosiddetti collocatori comuni, veri e propri collocatori avverbiali che fungono da denominatore comune a tutti i pattern presenti in un cluster. La presenza dei collocatori comuni si rivela uno strumento molto efficace per distinguere i cluster di significati.

    Va precisato che solo per “suivre dans l’espace”, non è stato possibile individuare dei collocatori comuni a tutti i pattern (fatto che si verifica anche per l’italiano). In questo caso, solo per l’entrata francese, si è preferito indicare i collocatori avverbiali all’interno dei singoli pattern (più precisamente all’interno del pattern [1]), insieme alle altre collocazioni e fraseologismi:

    Suivre qqn. (qui va quelque part) [1] Aller derrière qqn, se tenir derrière/après qqn. EX.: Il la regarda et il la suivit sans trop savoir où elle allait. COLLOC. suivre un convoi. Suivez cette voiture! s. partout, s. de loin/de près/à distance, s. docilement/discrètement/en silence, s. à petits pas/à grands pas/au pas de course.

    La presenza dei collocatori comuni e, più in generale, il ricorso alle collocazioni come strumento di disambiguazione dei significati diventano utilissimi per l’apprendente quando il costituente non obbligatorio di un pattern non viene espresso. Così, je vous suivrai scrupuleusement non potrà essere interpretato alla stessa stregua di je vous suivrai partout o di je vous suivrai personnellement. Nel primo caso, il senso è quello di “imiter”, nel secondo di “accompagner”, nel terzo di “s’occuper de”. L’applicazione del metodo adottato per la costituzione di un dizionario per apprendenti d’italiano si rivela dunque efficace anche per il francese, in tutte le sue fasi.

    3.2 Confronto sulla microstruttura

    L’applicazione di un’analisi statistica per il reperimento dei pattern dal corpus si è rivelata una fase molto importante della ricerca in quanto, oltre a servire alla costruzione dell’entrata francese, ha permesso di raffinare la microstruttura dell’entrata italiana. In questa sede, ci limiteremo a illustrare alcune differenze residue nell’organizzazione della microstruttura delle due entrate di seguire-suivre al fine di stimolare una riflessione più generale sul ruolo della microstruttura in un dizionario per apprendenti. Occorre infatti tenere presente che: « En ce qui concerne la microstructure, elle doit être conçue entièrement en fonction de l’apprenant » (BINON / VERLINDE 1992 : 45).

    Abbiamo già osservato che, nella presentazione dei pattern, l’entrata francese utilizza le parentesi tonde per evidenziare i costituenti non obbligatori. Vi sono tuttavia altre differenze interessanti che cercheremo ora di illustrare. Una di queste riguarda il modo in cui vengono formulate le definizioni. Se consideriamo l’entrata di seguire, le definizioni dei singoli pattern sono spesso più complesse e più articolate di quelle di suivre, ma al tempo stesso, anche più precise nel tratteggiare il contenuto del pattern. Inversamente, le definizioni presenti nell’entrata francese sono di norma più sintetiche ma meno precise. Un esempio può essere la definizione del pattern [1] (“Seguire qn. che sta andando da qc. parte”), che in italiano è “Andare dietro a qn., mantenersi dietro qn.; spostarsi in modo da rimanere in presenza di qn.”. Nella voce francese, la definizione è formulata come segue: “Aller derrière qqn., se tenir derrière/après qqn.”. Un altro esempio può essere la definizione del pattern [4] (“Seguire qn. che ha appena fatto qs.”). In italiano, la definizione è “Fare la stessa cosa che qn. ha appena fatto”; in francese, la definizione è più sintetica: “Faire comme qqn”. Il vantaggio di una definizione sintetica è quello della maggior facilità con cui il pubblico di apprendenti può accedervi; tuttavia, la controparte di questa caratteristica è la minore precisione della definizione. Il confronto tra le due voci mette dunque in evidenza la necessità di individuare delle formule definitorie che siano la risultante di una convergenza stabile tra fruibilità e precisione definitoria.

    Un’altra differenza inerente la microstruttura riguarda il trattamento dei (quasi) sinonimi. Nella voce seguire, i sinonimi sono raggruppati al termine della sezione dedicata a ciascun pattern, mentre nella voce francese, i sinonimi sono distribuiti all’interno della microstruttura in corrispondenza delle singole accezioni del pattern. Per esempio, all’interno del pattern [9] (“Suivre un récit / une explication / une argumentation”), si trova l’accezione “Suivre un cours” che, rispetto al pattern stesso, costituisce una variante di significato, in quanto suivre ha qui il significato di “frequentare, partecipare” più che “comprendere, fare attenzione a”. In questo caso, dunque, si è preferito inserire i sinonimi accanto ai rispettivi significati, anziché alla fine della sezione:

    S. un récit / une explication /une argumentation [9] Comprendre dans son déroulement un récit, une explication, une argumentation. EX.: Le public a suivi avec intérêt tout l’exposé / J’ai regardé les divers sujets du forum, mais j’ai vraiment du mal à vous suivre. COLLOC.: s. un raisonnement, s. une démonstration, s. une leçon/séance. ◆ SYNONYMES : comprendre. [En partic.] Suivre un cours. Participer régulièrement à un cours. EX.: Tous les enseignants en formation initiale doivent suivre un cours sur l’informatique. COLLOC. : s. un stage, s. une formation. ◆ SYNONYMES: participer à, assister régulièrement à, fréquenter.

    Un ultimo aspetto su cui è utile riflettere è l’utilizzo delle marche d’uso. In francese, si è preferito non utilizzare la marca [EST] che indica gli usi estesi, in quanto la definizione di “uso esteso” necessita di ulteriori precisazioni. Di norma, l’uso esteso evidenzia nella voce italiana la presenza di una sotto-accezione, come nel caso di “Seguire qn. in un luogo”, uso particolare del pattern [1] (“Seguire qn. che sta andando da qc. parte”) che si verifica quando si va dietro o poco dopo qualcuno allo scopo di raggiungerlo in un luogo (es. I tifosi seguirono la squadra dentro gli spogliatoi). La marca d’uso potrebbe in questo caso essere sostituita da un simbolo grafico posto prima dell’accezione qualora risultasse poco chiara per l’apprendente.

    Altre marche d’uso che necessitano di ulteriore riflessione sono le marche [IDIOM] e [FIG], specialmente nei casi in cui l’espressione idiomatica è al tempo stesso un’espressione figurata, cosa che accade quando il grado di idiomaticità è molto elevato. Questa doppia natura, idiomatica e figurata, di alcune combinazioni di parole è alla base di talune divergenze tra l’entrata di seguire e l’entrata di suivre. Per es. seguire la corrente è etichettato come [FIG], mentre il suo equivalente francese suivre le mouvement porta la marca [IDIOM].

    In conclusione, le differenze tra le due entrate di dizionario non riguardano nello specifico l’articolazione concettuale dei contenuti (che, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, è identica), ma solo il modo di presentare le informazioni al pubblico di destinatari.

    4. Fraseologismi e apprendimento

    L’applicazione di un’analisi di tipo statistico per l’estrazione dei pattern e l’utilizzo di una struttura di disambiguatori su più livelli consente di organizzare l’entrata lessicale in modo coerente e utile per un pubblico di apprendenti. L’illustrazione di questo punto si avvarrà del confronto tra l’entrata di suivre e la corrispettiva entrata nel dizionario per apprendenti Robert Micro (edizione 2013) che riportiamo qui sotto:

    suivre [sɥivR] v.tr. <conjug. 40> (Venir après) Aller derrière (qqn qui marche, qqch. qui avance). / contr. précéder / Ne suivez pas la voiture de trop près. Suivez le guide ! – Pronominalement (récipr.). Ils se suivaient à la queue leu leu. – (Choses) Être transporté après (qqn). Le colis nous a suivis à notre adresse de vacances. Faire suivre : mention portée sur l’enveloppe d’une lettre afin que celle-ci puisse suivre le destinataire à sa nouvelle adresse. Aller derrière pour rejoindre ou repérer. -> poursuivre. Le chien suivait la bête à la trace. Faire suivre un suspect. -> filer. Aller avec (qqn qui a l’initiative d’un déplacement). -> accompagner. Si vous voulez bien me suivre dans mon bureau. Suivre qqn comme son ombre. Loc. prov. Qui m’aime me suive ! – Loc. Suivre le mouvement, aller avec les autres, faire comme eux. Suivre qqn, qqch. des yeux, du regard, accompagner par le regard (ce qui se déplace). Être placé ou considéré après, dans un ordre donné. La démonstration qui suit le théorème. On verra dans l’exemple qui suit que… - Impers. Comme suit : comme il est dit dans ce qui suit. – V. pron. Récipr. Se présenter dans un ordre, sans qu’il manque un élément. Cartes qui se suivent, séquence*. 6· Venir, se produire après, dans le temps. -> succéder à. Plusieurs jours d’orage ont suivi les grosses chaleurs. – Pronominalement (récipr.). Prov. Les jours se suivent et ne se ressemblent pas, la situation change d’un jour à l’autre. Venir après, comme effet (surtout impers.). Il suit de là que, d’où il suit que… -> s’ensuivre ; conséquence, conséquent, subséquent. II· (Garder une direction) 1· Aller dans (une direction, une voie). Suivez ce chemin. -> prendre. Les chiens suivaient sa piste. – Ces deux anciens camarades ont suivi des voies bien différentes. – Aller le long de… -> longer. Nous suivons le quai. Fig. Garder (une idée, etc.) avec constance. Vous auriez dû suivre votre idée. Le malade devra suivre un long traitement. Suivre un cours, y assister régulièrement. – (Choses) La maladie, l’enquête suit son cours, évolue normalement, sans changer de caractère. – À suivre : mention indiquant que le texte se poursuivra dans d’autres numéros (d’une publication…). III· (Se conformer à) Aller dans le sens de, obéir à (une force, une impulsion). J’aurais dû suivre mon premier mouvement. Penser ou agir selon (les idées, la conduite de qqn). -> imiter. Un exemple à suivre. Une élégante qui suit la mode. Se conformer à (un ordre, une recommandation). -> obéir. Il faut suivre la consigne. – On ne m’a pas suivi, on n’a pas fait ce que je recommandais, ce que je faisais. Se conformer à (un modèle abstrait). La méthode, la marche à suivre. IV· (Porter son attention sur) Rester attentif à (un énoncé). Je suivais leur conversation. Suivre un cours, la leçon. – Sans compl. Cet élève ne suit pas. Observer attentivement et continûment dans son cours. Les spectateurs suivaient le match avec passion. C’est une affaire à suivre. – Suivre qqn, être attentif à son comportement, pour le surveiller, le diriger. Le médecin qui suit un malade. 3· Comprendre dans son déroulement (un énoncé). Je ne suis pas votre raisonnement. Vous me suivez ? > s’ensuivre, poursuivre, suite, [1] suivant, [2] suivant, suivante, suiveur, suivi

    La prima osservazione riguarda i disambiguatori ontologici. Abbiamo già visto che la microstruttura del Robert Micro ricalca quella del Petit Robert, quindi di un dizionario non destinato nello specifico ad un pubblico di apprendenti, e che la distinzione ontologica tra suivre come attività e suivre come relazione, che differenzia gli usi prototipici da quelli non prototipici del verbo suivre, non si riflette nella microstruttura dell’entrata, ma dà luogo a una sotto-specificazione del significato I (“venir après”). Questa scelta organizzativa risulta chiara nel Petit Robert, il quale utilizza i marcatori “avec mouvement” e “sans mouvement” per distinguere questi usi. Non risulta invece chiara nel Robert Micro che ripropone la stessa articolazione concettuale del Petit Robert senza però esplicitarla attraverso l’uso di marcatori. La struttura concettuale del Robert Micro mette dunque di fatto sullo stesso piano gli usi prototipici (suivre come attività) e gli usi non prototipici (suivre come relazione) del verbo suivre. Come già osservato, questa articolazione, se può essere giustificata in un dizionario come il Petit Robert, può non risultare chiara all’utente di un dizionario per apprendenti. Inoltre, il mancato uso di marcatori nel Robert Micro priva l’apprendente di strumenti di disambiguazione del significato che potrebbero essere utili a comprendere la microstruttura della voce.

    Un altro fenomeno che si riscontra nel Robert Micro è la distribuzione non sempre coerente dei pattern. Per esempio, le accezioni 1-4 del significato I (“venir après”) comprendono pattern molto diversi tra loro. Le accezioni 1, 2 e 3 corrispondono infatti al pattern [1] e fanno riferimento all’azione di seguire nello spazio, mentre l’accezione 4 corrisponde al pattern [6] che fa riferimento al cluster di seguire con l’attenzione. Inoltre, all’interno dell’accezione 3 troviamo, tra le locuzioni, l’espressione idiomatica Suivre le mouvement che appartiene al pattern [4] e fa quindi riferimento all’azione di seguire qualcuno nelle proprie azioni, imitarlo. Abbiamo già osservato che i cluster di significato si distinguono per la loro diversa compatibilità con i disambiguatori fraseologici, e pertanto andrebbero mantenuti separati nella microstruttura del dizionario. Per esempio, l’accezione 4 è compatibile con dei collocatori avverbiali quali attentivement o avec intérêt che non vengono di norma associati alle accezioni 1-3. L’uso dei disambiguatori consentirebbe dunque di separare in modo più efficace i significati di suivre nel Robert Micro.

    Vi è un terzo tipo di fenomeni che l’utilizzo dei disambiguatori consente di individuare, e quindi di correggere laddove se ne presenti la necessità: si tratta dell’attribuzione dello stesso pattern a due significati diversi. Suivre un traitement e Suivre la consigne sono fraseologismi che appartengono al pattern [5], “Suivre {la description d’} une certaine façon d’agir”, a sua volta facente parte del cluster “(suivre) dans une action”. Nel Robert Micro, suivre un traitement è considerato come uso figurato del significato II (“garder une direction”), mentre suivre la consigne esemplifica un’accezione del significato III (“se conformer à”). Riteniamo fuorviante considerare suivre un traitement come uso figurato di seguire una direzione. Se è vero infatti che un trattamento può essere visto come una sorta di percorso metaforico, è altrettanto vero che l’uso che ne fanno i parlanti non ha niente a che vedere con la metafora concettuale. Seguire un trattamento è essenzialmente conformarsi a una procedura, esattamente come seguire una consegna o un’istruzione, e andrebbe perciò collocato insieme a suivre la consigne.

    Una situazione analoga a quella che abbiamo appena descritto è la situazione in cui lo stesso pattern è associato non a due significati diversi ma a due accezioni diverse di uno stesso significato. È il caso del pattern [9] (“Suivre un récit / une explication / une argumentation”), che nel Robert Micro figura in due accezioni distinte del significato IV (“porter son attention sur”). Si tratta dell’accezione 1, “Rester attentif à (un énoncé). Je suivais leur conversation”, e dell’accezione 3, “Comprendre dans son déroulement (un énoncé). Je ne suis pas votre raisonnement”. Riteniamo improbabile che un apprendente possa fare la differenza tra le due accezioni, in quanto le componenti dell’attenzione e della comprensione, benché concettualmente distinguibili, sono aspetti di un unico processo. Si tratta in effetti di un unico pattern, quindi di un unico significato, per questo motivo conversation e raisonnement sono da considerarsi in relazione paradigmatica: sono “ruoli semantici” ai sensi di Hanks (2004).

    Infine, un ulteriore elemento d’interesse che è possibile sottolineare è il fatto che l’applicazione sistematica e rigorosa di un metodo di analisi statistica di un corpus consente l’integrazione di pattern non presenti nei dizionari attuali e/o la rimozione di usi obsoleti. Rimanendo nell’ambito di suivre come attività, il confronto della nostra entrata con quella presente nel Robert Micro permette di evidenziare l’assenza dei pattern [8] e [10]. Il pattern [8] riguarda l’azione di seguire un individuo o un’attività nel corso del tempo, tenendosi informati sullo stato della sua evoluzione (es. Depuis lundi, nous suivons les mouvements du pétrole). Il pattern è oggi largamente utilizzato anche nell’ambito dei social network (suivre qqn sur les réseaux sociaux). Ora, questo significato di suivre è completamente assente nel Robert Micro, mentre è presente nel Petit Robert che però non lo distingue dal pattern [7] (“suivre une activité en cours”). Collocazioni quali suivre l’actualité, suivre une intrigue, suivre une affaire sono considerate nel Petit Robert come casi particolari di suivre un match à la télé, che invece nel nostro caso costituisce un pattern distinto. Completamente assente, invece, sia nel Robert Micro che nel Petit Robert risulta essere il pattern [10] (“Suivre une activité (pour la contrôler)”), esemplificato in collocazioni quali suivre des travaux, suivre un dossier, suivre une opération.

    5. Conclusioni

    In questa sede è stato illustrato un metodo per la disambiguazione dei significati volto alla creazione di un dizionario per apprendenti di italiano. Il metodo è stato applicato, limitatamente a un caso esemplare, alla lingua francese ai fini di testarne la validità e convalidare la microstruttura e i dati relativi all’entrata di seguire. Per quanto riguarda la validità del metodo, l’utilizzo di un’analisi di tipo statistico e dei disambiguatori di significato si è rivelato, anche per il francese, uno strumento utile a configurare l’entrata lessicografica in maniera coerente e potenzialmente rispondente alle necessità degli apprendenti. Il confronto tra le due lingue ha però anche consentito di raffinare l’entrata italiana (ad esempio, con la riconsiderazione di alcuni pattern e l’inserimento di nuovi collocatori) e di fornire alcuni spunti di riflessione sul ruolo di alcuni elementi della microstruttura che appartengono al modo di “confezionare” l’informazione per l’apprendente. Infine, il metodo illustrato si è rivelato un buono strumento di verifica dell’adeguatezza dei contenuti fraseologici per un pubblico di apprendenti (cfr. confronto con Robert Micro), consentendo di mettere in luce alcune delle difficoltà che un apprendente non madrelingua può avere nell’imparare nuove parole e nuovi significati. Da questo punto di vista, il metodo potrebbe rivelarsi un utile strumento per migliorare i dizionari per apprendenti esistenti per la lingua francese.

    Tra le molteplici piste da esplorare, si potrebbero annoverare almeno due percorsi di analisi interessanti: il primo è quello di testare il metodo su apprendenti veri e propri attraverso un’indagine mirata che consenta di valutare la proposta di dizionario qui avanzata rispetto ad altre proposte già esistenti. Il secondo, che riguarda invece più da vicino la lessicografia francese, riguarda la possibilità di confrontare il metodo qui illustrato con quello sviluppato dalla “théorie des classes d’objets” (cfr. GROSS 2008) per l’individuazione e la descrizione degli usi (significati) delle parole, e che ha come applicazione principale la realizzazione di dizionari elettronici utili per il trattamento automatico del linguaggio.

    Riferimenti bibliografici

    BINON, Jean, VERLINDE, Serge, « Le Dictionnaire d’Apprentissage du Français des Affaires », in Proceedings of the V Euralex International Congress, 1992, p. 43-50

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    Dizionari

    Collins COBUILD Advanced Learner’s Dictionary. Harper Collins, 2014.

    Le Robert Micro, Zanichelli-Le Robert, 2013.

    New Oxford Dictionary of English, Oxford University Press, 1998.

    Oxford Dictionary of English, Oxford University Press, 2010.

    Sitografia

    https://www.sketchengine.eu (data di ultima consultazione: 07/10/2018).

    1
    Sul tema della lessicografia di apprendimento per la lingua italiana cfr. SCHAFROTH (2011).

    2
    Nel (New) Oxford Dictionary of English, i significati con un comune core meaning vengono raggruppati.

    3
    Ci orientiamo per questo tipo di valutazione ai significati principali dei lessemi contenuti nel Nuovo vocabolario di base della lingua italiana, a cura di Tullio DE MAURO (2016).

    4
    In qualche raro caso, il lavoro effettuato sul corpus francese ha consentito di operare alcune scelte utili all’organizzazione dell’entrata italiana. Per esempio, “seguire un paziente” e “seguire un cliente” erano inizialmente inseriti all’interno dell’attuale pattern [7], e sono successivamente stati scorporati per costituire un pattern a sé stante.

    Per citare questo articolo:

    Adriana ORLANDI, Laura GIACOMINI, Paolo DIMUCCIO-FAILLA, I disambiguatori fraseologici nella lessicografia di apprendimento: una proposta per l’italiano e il francese, Repères DoRiF n. 18 - Phraséodidactique : de la conscience à la compétence, DoRiF Università, Roma juillet 2019, http://dorif.it/ezine/ezine_articles.php?id=428

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